Roma, 23 dicembre 2011
AUGURI, ASPETTANDO I DATI DEFINITIVI
Cari Colleghi, innanzitutto affettuosi auguri di buone feste, sereni e piacevoli, nell’auspicio che il 2012 sia per tutti un anno positivo. Da molti punti di vista lo sarà anche per la nostra previdenza complementare di categoria che, come tutti i fondi pensione, esce avvantaggiata dalla manovra governativa: il decreto Salva Italia esclude infatti soltanto i fondi dall’aggravio del bollo che colpisce ogni altro strumento finanziario. Il che va ad aggiungersi a norme preesistenti già di per sé favorevoli come la deduzione totale per i versamenti, vostri e del datore di lavoro sino a 5.164,57 euro annui, l’imposizione fiscale sui rendimenti dell'11% e un’imposizione fiscale sulle prestazioni del 15% che nel tempo scende al 9%.
Entro fine gennaio avremo i dati relativi all’anno che sta per finire, ma posso anticiparvi che il nostro Fondo ha tenuto testa agli effetti della crisi sui mercati azionari e obbligazionari, soprattutto con il comparto più prudente (storia a parte ha il Garantito con un rendimento assicurato pari alla rivalutazione del TFR), che raccoglie i due terzi degli iscritti e che con i dati di dicembre sembra mantenersi in pari o potrebbe addirittura approdare in territorio lievemente positivo. Nel frattempo la nostra lunga marcia per ottenere dalle autorità vigilanti il via libera all’erogazione delle rendite pensionistiche da parte dell’Inpgi si è conclusa positivamente. Anche l’Antitrust, dopo Covip e Ministero del Lavoro, ha dato parere favorevole il 13 dicembre scorso. È una opportunità che, rispettando la totale autonomia del Fondo, consentirà ai colleghi di fruire di una pensione complementare più favorevole in quanto l’Inpgi, a differenza delle compagnie assicuratrici, farà pagare i soli costi vivi della gestione senza lucrarci sopra.
Altre iniziative sono ancora in itinere quale più avanzata e quale meno, poiché le parti costituenti, ossia FNSI e FIEG, non hanno ancora trovato un accordo: la possibilità di accogliere nel Fondo anche i figli minori dei soci, l’accesso dei colleghi free-lance, la portabilità totale. Certo, una spinta potrebbe giungere da qualche iniziativa pilota, se per esempio, in qualche realtà, anche non aderente alla FIEG, sindacato e azienda siglassero accordi in sede di integrativo……
Cari Colleghi rinnovo a voi ed alle vostre famiglie i migliori auguri a nome dell’intero Consiglio di amministrazione e degli Uffici. Da parte mia mi spingo ad anticipare gli auguri anche per i Natali a venire poiché con la prossima primavera si concluderà il mio terzo ed ultimo mandato presso questo nostro Fondo.
A presto, Marina Cosi
Roma, 5 dicembre 2011
NOI E LA MANOVRA MONTI
Il Coordinamento degli Enti di categoria dei giornalisti italiani (composto dai vertici di Ordine-Fnsi-Inpgi-Casagit-Fondo Integrativo) si è riunito oggi alle 16 presso la sede dell’Istituto di previdenza per analizzare il Decreto Legge approvato dal Consiglio dei Ministri. Questo il comunicato congiunto.
“Inevitabile il rigore, necessaria la ricerca di una maggiore equità, ineludibile una spinta alla crescita che interessa anche il settore giornalistico che ha assistito, solo nell’ultima settimana, alla sospensione delle pubblicazioni da parte di tre quotidiani.
Di fronte alla grave crisi che vive il Paese, il Coordinamento degli Enti di categoria dei giornalisti italiani torna ad auspicare un forte coinvolgimento da parte del Governo e del Parlamento nell’ottica di provvedimenti che raggiungano il massimo dell’equilibrio sui versanti ordinistici, previdenziali e di mercato del lavoro. E’ il caso della previdenza privata, della quale fa parte l’Inpgi, raggiunta da una norma che aumenta da 30 a 50 anni la sostenibilità dei conti rilevati nei bilanci tecnici. L’istituto di Previdenza dei Giornalisti Italiani, proprio in queste settimane, ha portato a termine una riforma, approvata dai Ministeri dell’Economia e del Lavoro, che pone in sicurezza i conti con un patrimonio sempre crescente nei 50 anni, rispondendo puntualmente proprio a quel criterio di sostenibilità che viene ritenuto centrale dalla nuova norma.
Ogni ulteriore elemento di equità che fosse applicato al sistema va affrontato con equilibrio e in un orizzonte temporale sufficiente a consultare gli Organi preposti proprio in virtù dell’autonomia degli Enti ribadita anche dal Consiglio dei Ministri. Appare molto stringente e di impossibile applicazione la data del 31 marzo 2012 come frontiera ultima della verifica dei conti prospettici dell’intero sistema previdenziale privato. La garanzia di equità tra generazioni si incardina anche nella transizione dei sistemi che risulta complessa in virtù di una stratificazione di norme e metodi di calcolo che si sono sviluppati, dentro ogni singola categoria professionale, negli ultimi decenni”.
Roma, 1 dicembre 2011
AVVISO AI GIORNALISTI: ATTENTI ALLE LUSINGHE DEI RICERCATORI DI PROVVIGIONI
IL TESTO DEL DOCUMENTO INVIATO A TUTTI I COMITATI DI REDAZIONE (Formato Pdf)
Milano, 27 ottobre 2011
I NOSTRI SOLDI: IL PIANO DI BRUXELLES TROPPO TIMIDO PERCHE' SIA DAVVERO EFFICACE
In tempi difficili quali gli attuali, ogni strumento di comprensione diventa prezioso. Il commento odierno del Wmr di Ubs (il gruppo d'analisi, Wealth management research), sul piano concordato in occasione dell'Eurogruppo, ci pare particolarmente lucido e completo. Eccolo, in sintesi e focalizzato sui due snodi chiave: se sia sufficiente la ricapitalizzazione delle banche e quale meccanismo di salvaguardia prediligere.
RICAPITALIZZAZIONE - Sul tema della ricapitalizzazione del sistema bancario l'Eurogruppo ha fissato per il giugno 2012 il raggiungimento da parte degli istituti di un capital ratio pari al 9%. Nel complesso si stima una raccolta di capitale pari a circa 106 miliardi di euro. Gli istituti che non rispettassero tale obiettivo potrebbero essere costretti a non distribuire né dividendi né bonus ai propri dipendenti. Ricordiamo che secondo i nostri analisti il capitale richiesto per una ricapitalizzazione efficace dovrebbe essere notevolmente superiore a quanto concordato ieri a Bruxelles: secondo le stime, il capitale richiesto dovrebbe aggirarsi intorno ai 330 miliardi di euro. Le differenze alla base di questo gap di valutazione sono da ricondurre al fatto che l'EBA (l'istituto che ha condotto gli stress test e ha prodotto l'analisi validata dalla Commissione europea) ha considerato solo l'impatto sugli istituti della perdita di valore dei titoli governativi e non le conseguenze economiche che potrebbero derivare dal fallimento della Grecia e dal relativo contagio. Anche su questo punto quindi, le misure potrebbero essere non sufficienti. I nostri analisti pensano inoltre che il raggiungimento del capital ratio richiesto possa essere ottenuto anche tramite dismissione di attività e non solo tramite raccolta di capitale. Tale ipotesi potrebbe portare ad un credit crunch che a sua volta influirebbe sul quadro economico e sulla crescita. Inoltre per i nostri analisti è concreta la possibilità che l'incremento di Tier 1 possa avvenire anche convertendo in equity, in molti casi, il debito deeply subordinated.
COME METTERSI IN SICUREZZA - Sul tema del meccanismo di salvaguardia, il fondo EFSF dovrebbe essere potenziato a circa mille miliardi di euro. Due le opzioni: da un lato la possibilità di fornire garanzie assicurative sui titoli di stato e dall'altro la creazione di uno o più SPV (Special Purpose Vehicle) in grado di raccogliere capitale da fondi sovrani e dal FMI per effettuare acquisti di titoli governativi. Secondo WMR il fondo salva stati riuscirà solo in parte a limitare gli effetti di contagio che un probabile fallimento della Grecia comporterebbe. A questo proposito quindi, la view della ricerca sui titoli di stato, soprattutto dei paesi periferici, rimane negativa poiché appare improbabile un recupero delle valutazioni nonostante il potenziamento degli strumenti decisi a Bruxelles. |